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2 Mar 2011

Mentre la nave affonda… parliamo di Ruby

Mentre la nave affonda… parliamo di RubySono usciti i rapporti Istat sui dati dell’economia italiana: l’inflazione sale al 2,4%, il PIL cresce dell’1,3%, il debito pubblico sale al 119% del PIL, la pressione fiscale “cala” al 42,6% (?), la disoccupazione è pari all’8,6%, con una disoccupazione giovanile del 29,4%.

Il commento a questi dati del ministro Tremonti è stato “«Con la bussola giusta, con i piedi per terra un passo dopo l’altro, gli italiani e l’Italia stanno andando nella giusta direzione»”, cioè nel baratro aggiungo io….
All’ordine del giorno di maggioranza e opposizione ci sono questioni vitali per il paese, il conflitto di poteri dei PM sul caso Ruby, l’incrocio tra Tv e giornali, l’alternanza dei conduttori sulla RAI….

Non ce l’ho  con il Ministro Tremonti, che in qualche modo prova a far tornare i conti… Provo a ragionare con il buon senso popolare e la saggezza della massaia:

Inflazione; salgono i beni alimentari e i carburanti. I beni alimentari perché la grande distribuzione la fa da padrona, se fosse piu’ facile accedere direttamente alla produzione e ci fosse un po’ piu di concorrenza i prezzi sarebbero piu’ bassi; sui carburanti manca una politica energetica da 50 anni a questa parte…la soluzione non puo essere che diversificare le fonti di energia, di cui le rinnovabili (le uniche fonti che disponiamo in abbondanza) dovrebbero fare la parte del leone.

Crescita del PIL. Il PIL non potrà mai crescere se le aziende italiane devono dedicare una parte consistente di costi e di tempo per pagare le tasse, adempiere agli obblighi di legge e agli obblighi burocratici; da 20 anni a questa parte l’imprenditore viene trattato come una sottospecie di delinquente, con l’onere della prova a suo carico per dimostrare di non esserlo; l’altro problema naturalmente sono le infrastrutture, treni, aerei, autostrade, servizi, utenze, reti informatiche etc e qui di nuovo ci vorrebbe una politica di lungo termine. Forse l’ultimo politico che ha fatto una politica di lungo termine in Italia è stato De Gasperi…

Debito pubblico e pressione fiscale sono naturalmente collegati; non puo’scendere la pressione fiscale se non si riducono le spese; le spese del sistema Italia importanti sono tre: Pensioni, sanità e dipendenti pubblici. In mezzo ci sono migliaia di rivoli di sprechi e tanti parassiti. Da uno studio della Uil emerge che ci sono 1,3 milioni di persone che vivono direttamente o indirettamente di politica. I costi della politica sono di 18,3 miliardi di euro e sono aumentati l’ultimo anno del 40%. Per il resto basterebbe leggere i libri di Rizzo e Stella per recuperare milioni di sprechi; quante imprese si sarebbero salvate e quanti posti di lavoro avremo in piu’ con 18 miliardi di euro?

Disoccupazione giovanile; le imprese non assumono perché il costo del lavoro è alto ( e non va in tasca al lavoratore) e perché non si puo’ licenziare quando ci si accorge di avere sbagliato scelte o quando i conti vanno male e l’azienda sta saltando per aria.
Lo so di avere detto molte banalità, ma credo che andremo nella giusta direzione quando si affronteranno questi problemi con un pizzico di buon senso.
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