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6 Set 2011

La crisi e la manovra fiscale

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Finalmente abbiamo capito di chi è la colpa di questa crisi;

non i politici inetti che hanno creato una voragine di debito (la colpa è di Forlani, Craxi e Andreotti, al governo 20 anni fa)

non la speculazione finanziaria delle grandi banche salvate dal contribuente che continua imperterrita (se va bene si guadagna, se va male paga il contribuente),

non dei grandi gruppi industriali che prosperano con concessioni pubbliche (vedi autostrade o telecom) o che hanno saccheggiato la cassa integrazione ( vi viene in mente qualcuno?). La colpa è dell’evasione fiscale, cioè del popolo delle partite iva; il perno della manovra è sul recupero dell’evasione fiscale; a onor del vero lo è da circa 20 anni….Li conosciamo tutti gli evasori, il dentista, l’idraulico, il parrucchiere, il barista, lo sfigato che non viene assunto e deve aprire la partita iva per simulare un contratto a progetto e cosi’ via.

Sono appena tornato da un week end in Austria, 20 euro a testa per pernottare, 20 euro per mangiare; alla fine niente ricevuta…solo ciao e grazie.

Oh bella, come fanno a guadagnarci con questi prezzi? E l’evasione? Beh, nei 20 euro è compresa la tassa di soggiorno (1,5€) e l’esercizio è tassato in forma fissa, in base al numero di posti disponibili, con un meccanismo simile agli studi di settore.

Solo si concorda prima, all’inizio dell’anno con l’agenzia fiscale; non importa quanto fatturi, paghi sempre le stesse tasse. Quando faccio questo discorso ad amici e consocenti si scandalizzano; e la progressività?….

Faccio due considerazioni; l’altro giorno sono andato dal parrucchiere, 15 euro; sono in due a lavorare; quante persone possono fare? Diciamo una ogni 20 minuti, quindi tre all’ora, per diciamo sette ore di lavoro; quindi:
15€X 3X7= 315 EURO X2= 630; se calcoliamo 20 giornate di lavoro sono 12.600 euro di fatturato, diciamo 120.000 euro all’anno circa ; facciamo che ci siano 40.000 euro di costo e quindi un imponibile di 80.000 euro; se facessimo pagare il 30% sono 24.000 euro all’anno, da pagare in comode rate mensili di 2.000 euro al mese piu’ interessi, non importa quanto fattura, risolto il problema dell’evasione.

Certo, se fattura di piu’ pagherà meno tasse, ma almeno siamo sicuri che tutti paghino. Qualcuno che fattura di meno paghera’ in proporzione piu’ tasse.

Basterebbe fare cosi’ per tutte le attività che fatturano meno di 200.000 euro, cioè il 90% delle attività in Italia.

Non è equo? Certamente, ma ora secondo voi il sistema è equo? Conoscete una soluzione migliore? Forse poi si smetterebbe di pensare alla micro evasione e ci si concentrerebbe sui problemi seri, l’evasione dei grandi gruppi industriali, l’evasione della criminalità, lo sperpero del denaro pubblico con voragini di sprechi. Naturalmente questo è un esempio stupido, i tecnici dell’agenzia delle entrate potrebbero essere molto piu’ accurati.

Se fare il parrucchiere fosse lavoro cosi’ appetibile perche’ non si pagano tasse, manderemmo i nostri figli a fare il parrucchiere e il mercato si equilibrierebbe facendo guadagnare di meno questa categoria.
Non sarebbe un po’ piu’ semplice gestire la tassazione in qusto modo? Quanto ci costano i controlli da parte dell’agenzia delle entrate, che sbandiera ogni secondo momento i soldi recuperati? Come mai aumentano le aste immobiliari richieste dall’agenzia delle entrate? Se hanno beccato gli evasori, questi dovrebbero avere fior di soldi da parte, per pagare le sanzioni; o è solo un imprenditore sfortunato o poco accorto? E’ giusto che a punirlo in modo cosi’ severo sia lo stato?

Umberto

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4 Responses

  1. Sandra

    Ciao Umberto…
    come al solito brillante e interessante…. e pensare che mia figlia ha già deciso di fare la parrucchiera, al momento non sono particolarmente felice, ma se un giorno adottano la tua proposta, la iscrivo ad un corso!
    Oppure ci trasferiamo in Austria, tanto basta togliere la “o” dal mio cognome, riprendo quello originale e sono a posto!!!!
    ciao!

  2. facebook-profile-picture
    Umberto Fossali

    Cara Sandra, un avvenire brillante alla figlia come alla mamma…….Pensa, in Austria avremmo la tripla A di rating, tasse ragionevoli, una burocrazia che funziona e un po’ di Asini in meno a governarci; sarebbe bello rieuscire a trasformare cosi’ anche la nostra Italietta….almeno per i nostri figli

  3. Piero

    Ciao Umberto,
    d’accordissimo! Lo vedo un sistema di tassazione trasparente e semplice che permetterebbe (tra le altre cose!!) a priori di far sapere a tutti, compresi i giovani pieni di buona volontà imprenditoriale, di che morte morire nello sviluppo di nuove iniziative.
    Al di la delle difficoltà e degli sforzi commerciali, di sviluppo e marketing, lanciarsi da “soli” oggi in un mercato globale e schiacciante è impresa titanica.
    Se per giunta ci aggiungiamo anche la difficoltà a capire la macchina burocratica e fiscale torniamo tutti quanti a sederci in silenzio alle proprie consuete scrivanie belle allineate!
    Peccato perchè noi italiani, fantasisti come siamo, potremmo fare molto di piu’

  4. facebook-profile-picture
    Umberto Fossali

    Pienamente d’accordo…..Una ragione in piu’ per semplificare la macchina fiscale e dare spazio all’imprenditorialità