Archivi categoria: Fisco

Il fallimento delle manovre fiscali

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Bellissimo articolo di Ugo ArrigoLa recessione ha dissolto 43 mld. su 49 delle manovre 2011- che spiega l’inutilità della politica economica di questo governo e del governo precedente. Le tre manovre di finanza pubblica, (la prima di Tremonti) incentrate prevalentemente sull’inasprimento fiscale per una ammontare di 49 miliardi (un’enormità) dovevano mettere in sicurezza i conti pubblici, in particolare il disavanzo, la differenza tra entrate e uscite della pubblica amministrazione ( quello che sarebbe l’utile o la perdita per un’azienda). Bene, il disavanzo nel 2012 ( fino a giugno) è di 59 miliardi, praticamente lo stesso livello del 2011. Abbiamo subito manovre per 49 miliardi per non conseguire nessun risultato. Continua a leggere

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La crescita che non c’è

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La produzione industriale cala del 7%; il Pil cala del 2,6%; il potere di acquisto delle famiglie è in calo dell’11,8% dal 2008; questi sono i dati che ha fornito l’Istat, notoriamente vicino al governo, pochi giorni fa; il 20 aprile commentavo i dati sulla crescita forniti dal governo -1,2 nel 2012 e +0,5 nel 2013, visibilmente fasulli. Adesso anche Monti ammette che le manovre fatte dal governo sono state recessive ( lo sapeva benissimo anche prima). Nel frattempo sentiamo con cadenza giornaliera dai rappresentanti del governo il mantra della crescita. L’ultima è l’idea del ministro Passera della defiscalizzazione degli investimenti strutturali. Continua a leggere

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Analisi del valore e costi pubblici

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Il costo dei ministeri è di 283 miliardi di euro; la spending rewiew ha un obiettivo di 4,2 miliardi. Eppure basterebbe applicare un po’ di analisi del valore per avere riduzioni decisamente piu’ consistenti. Il concetto di base dell’analisi del valore è che il costo, come consumo di risorsa, non deve essere solo efficiente ( poche risorse in relazione al risultato) ma anche efficace ( deve servire a creare valore). Naturalmente bisogna mettersi d’accordo sul concetto di valore. Per un’azienda il valore lo crea il mercato. Ossia si ha valore se il cliente è disposto a pagare per una caratteristica del prodotto o del servizio. In politica il concetto di valore è piu’ opinabile; dovrebbe essere legato a un servizio di utilità pubblica; ad esempio i costi sostenuti per una linea ferroviaria poco trafficata, dal punto di vista aziendale non avrebbero valore, ma dal punto di vista pubblico permettono la mobilità in un un territorio che alternativamento dovrebbe muoversi solo attraverso mezzi privati che non tutti potrebbero permettersi. Continua a leggere

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