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12 Mar 2012

Analisi di Bilancio: Telecom Italia

Da Alex Fontana Analisi di bilancio di Telecom Italia
Facciamo l’Analisi di bilancio e qualche indice di bilancio di Telecom Italia. Telecom Italia è la principale azienda italiana di telecomunicazioni, che offre in Italia e all’estero servizi di telefonia fissa, telefonia cellulare, telefonia pubblica, telefonia IP, Internet e televisione via cavo. In Italia opera nella telefonia fissa e nell’accesso ad Internet con il marchio Telecom Italia, nella telefonia mobile con il marchio TIM nella telefonia IP e nella televisione via cavo con il marchio IPTV di Telecom Italia. La società nasce nel 1994 con la fusione di quattro società del gruppo STET (Iritel, Italcable, Telespazio e SIRM) e la SIP e nel 1997 viene privatizzata e quotata in borsa.

Di seguito riporto stato patrimoniale al 31/12/10

Le immobilizzazioni immateriali sono elevatissime (quasi 44 miliardi di euro!) e costituiscono il 63% del totale delle immobilizzazioni. Sono rappresentate da oltre il 90% dall’avviamento e per il rimanente da diritti di brevetto, concessioni, licenze e altri. Dal 2009 al 2010 rimangono pressoché invariate.
Le immobilizzazioni materiali diminuiscono, in particolare a causa di un trasferimento di ramo d’azienda ad una controllata.
Le immobilizzazioni finanziarie sono rappresentate per la maggior parte da partecipazioni verso imprese controllate e si tengono su livelli costanti.
I crediti commerciali nel 2010 sono costituiti da crediti verso clienti per circa 2,8 miliardi di euro e per 1,2 miliardi da crediti verso altri gestori di telecomunicazioni. Diminuiscono nel corso del 2010 rispetto al 2009 anche a causa di un fatturato in diminuzione del7%.
Le liquidità diminuiscono nel 2010 di oltre 1,4 miliardi di euro, ma c’è un miglioramento di tre miliardi di posizione finanziaria netta.
Dando uno sguardo ora al passivo dello stato patrimoniale si può notare un aumento del patrimonio netto dovuto al maggiore utile conseguito nel 2010, che lo porta a superare i 25,5 miliardi di euro.
Il capitale sociale è costituito da azioni ordinarie e di risparmio.
I debiti finanziari sono molto elevati (37 miliardi) ma in diminuzione di circa il 7% rispetto all’anno precedente e sono rappresentate principalmente da obbligazioni (16 miliardi), debiti verso controllate, mutui e derivati.
Tra i debiti a breve termine sono in diminuzione i debiti commerciali e, soprattutto, i debiti tributari.
E ora uno sguardo al conto economico riclassificato “a valore aggiunto”:

I ricavi di vendita diminuiscono rispetto al 2009 del 7,33%, ovvero di quasi 1,5 miliardi di euro.
Diminuiscono però del 13% circa anche i costi di materie e servizi rispetto al precedente anno.
La diminuzione dei ricavi è stata contrastata con una riduzione più che proporzionale dei costi operativi, tantoché il valore aggiunto è “di poco” inferiore rispetto al 2009 rappresenta il 63,6% delle vendite, contro il 61% dell’anno prima.
Per quanto riguarda il costo del lavoro, l’organico totale passa dalle 54.588 unità del 2009 alle 50.076 unità nel 2010. Diminuiscono quindi salari e stipendi, ma il costo del lavoro nel suo complesso, seppur di poco, aumenta, in particolare a causa degli oneri per mobilità ex lege 223/91, non sostenuti nel 2009.
Ne consegue un MOL del 47% rispetto alle vendite, diminuito in termini assoluti, ma aumentato in termini relativi.
Confrontando reddito operativo e ricavi netti, ne deriva un ROS che raggiunge quasi il 26%, un ottimo livello.
Particolarmente sorprendente è l’analisi della gestione finanziaria: i proventi da partecipazioni, negativi nel 2009, raggiungono 1,7 miliardi di euro e ciò grazie alla percezione dei dividendi di Telecom Italia International e Telecom Italia Deutschland Holding.
I proventi finanziari incrementano mentre gli oneri finanziari, seppur molto elevati, diminuiscono. Il risultato è una gestione finanziaria che, seppur negativa, si riduce di circa l’87%!
Nel 2009 erano emerse forti minusvalenze dovute alla dismissione della piattaforma per la gestione del credito del segmento di clientela consumer fisso, ritenuta non più utilizzabile. Soprattutto per questo, nel 2010 gli oneri diversi si riducono del 72%.
I risultati delle diverse gestioni portano ad un reddito ante imposte di oltre 4,6 miliardi di euro, quasi raddoppiato rispetto al 2009 e rappresentante il 24% dei ricavi (contro il 12% del 2009).
Rimanendo il saldo di imposte pressoché invariato, il risultato finale è un utile netto di 3,5 miliardi di euro, ovvero si conserva il 18,3% dei ricavi. Rispetto all’anno precedente l’utile è più che raddoppiato!
Come visto all’inizio i ricavi sono diminuiti, ma grazie ad una riduzione dei costi operativi e soprattutto ad un’attenta gestione dell’area finanziaria e straordinaria, il risultato finale è migliorato.. e di molto!
E ora una rassegna dei principali indici

Nel 2010 ROI non molto elevato e ROE abbastanza buono, ottimo è il ROS che raggiunge il 26% grazie ai contenuti e, come visto in diminuzione, costi operativi caratteristici rispetto ai ricavi.
Gli oneri finanziari sono elevati e, come indicato dal ROD, rappresentano ammontano all’11,5% dei debiti. L’indice di indebitamento passa dal 2,08% del 2009 al 1,69% nel 1020. Progressi dovuti come detto ad una corposa diminuzione dei debiti e allo stesso tempo ad un aumento dei mezzi propri dovuto al riporto dell’utile del 2010.

La posizione finanziaria è fortemente negativa per 40 miliardi di euro, ma anche questa in miglioramento.
L’indice di liquidità ammonta a 0,2. In una situazione ottimale dovrebbe tendere ad 0,5. Neanche aggiungendo le alte attività correnti non si giunge alla copertura delle passività correnti, come dimostra l’indice di disponibilità dello 0,72.

L’indice di indebitamento del 1,69 è alto, ma in diminuzione rispetto al 2009 (2,08). I debiti a breve termine sono superiori di oltre 3 volte i debiti di lungo periodo.

Come detto precedentemete il fatturato diminuisce del 7,33% rispetto all’anno prima.. e con i tempi che corrono non c’è da meravigliarsi.. Diminuiscono anche le attività del 4.85% e il capitale investito del 3,29%. Unica nota positiva è l’aumento dei mezzi propri (vedi analisi redditività).
Altri indici:

Quindi si può concludere dicendo che a fronte di una diminuzione delle vendite, data probabilmente dalla crisi generale in corso (..si sta meno al telefono?) e dall’elevata concorrenza in questo settore, l’azienda ha risposto con una riduzione dei costi operativi, accompagnata da un attenta nonché strategica gestione delle altre aree, in particolare quella finanziaria, con il risultato finale di un utile 2010 più che raddoppiato.
Per capire come si analizza un bilancio potete leggere la guida –I segreti del bilancio-.
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